Due disegni, due ricette.

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E quindi. Nel precedente post accennavo al fatto che un mio disegno, che illustrava una ricetta, fosse finito dritto dritto dentro un libro di ricette di cucina.
Tutto questo nasce da una iniziativa della Tipografia CTS di Città di Castello. Quei mattacchioni (sono dei ragazzi in gamba, e superprofessionali) si sono inventati un concorso per grafici, illustratori, creativi, etc, e delle proposte arrivate, cento sono state selezionate per essere portate in mostra (a Roma e a Milano) e per finire in un bellissimo libro di cucina. Qui, il link al loro sito (tutto da esplorare).
Insomma, io ho partecipato con due illustrazioni. E una delle due è stata pubblicata e esposta. La ricetta è quella di un cheescake di ricotta e ciliegie, con base di semolino e grano saraceno. La ricetta è scritta nell’illustrazione stessa.
La seconda illustrazione invece riguarda la Sharlotka, la torta di mele che avevo già ricettato qui precedentemente.
E insomma, anche se la cosa è successa ormai un po’ di tempo fa, mi sento ancora un po’ gonfio di orgoglio, e quindi vi propino le due illustrazioni.

 

 

 

 

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Una parentesi. Ovvero, Cheesecake di fichi.

fichi!

Una parentesi. Una parentesi?
Una parentesi succosa, saporita rispetto a un annetto di dieta, con alti, bassi e medi, ma decisamente poco spazio per i dolci. E lo ammetto, nonostante i dolci non siano la mia passione più sfrenata, mi sono mancati. Un po’. Ok, un pochino più di un po’. Poi l’estate la voglia di frutta, dolci, zuccheri, aumenta. E insomma, ma chi sono io per resistere a una qualsiasi tentazione? Nessuno, si sa. Ergo, è tempo di dolci.

Ma non solo. Nel mettermi a nudo su questo blog, non posso fare finta che questo sia un periodo semplice. Non lo è per nessuno, non lo è per me. Non lo è per molti dei miei amici. Non lo è per la mia famiglia. Cerco di raccontarlo, con onestà se possibile, di getto come mio solito, e attraverso il cibo come ormai mi sono abituato a fare. Ma senza farla troppo lunga. Solo che… solo che ora serve un po’ di dolcezza. Banale? Molto banale. Metafora scontata quella sull’amarezza della vita. Ma alla fine, è veramente tutto lì. Questa spossatezza assoluta, questa nevrosi infinita, specchio personale e intimo di un mondo in loop, hanno anche fatto il loro tempo. Ora si ricomincia. Da cosa? La scelta è stata fatta. Da cose stupide, semplici. Banali. Dal saper fare un orlo ai pantaloni. Attaccare una mensola. Stampare un tessuto. Fare il pane. Il formaggio. Roba concreta. Da nonni, da zie. Anche ricominciare a disegnare, per quanto mi riguarda. Girare per Roma con quaderni e penne, buttare giù una idea, esorcizzare un fantasma, disegnando in un bar, o a casa… E da questo, cercare di ricostruire una vita che nuova non sarà, anzi. Ma magari sarà diversa. Non so se più semplice, spero più coraggiosa.
Si ma… i fichi? La cheesecake?
C’entrano?
C’entrano.

C’entrano perché se vuoi ri-partire, hai bisogno di una pausa. Una piccola pausa può bastare, non serve un intero letargo. La famosa parentesi di cui sopra. E se questa parentesi è una piccola isola di morbidezza e freschezza, allora è la parentesi giusta. La freschezza dei fichi freschi, appena caramellati, con la buccia. Il bianco della ricotta, ricca, pastosa. La base insieme raffinata e rustica di una sablé bretone. L’equilibrio di dolcezze differenti. E poi, soprattutto, il piacere di condividerlo con gli amici.
Questa ricetta l’ho inventata pensando a una persona in particolare. Un amico, con cui condivido molte cose da anni. Una persona che mescola aspetti disarmanti e saporiti come la ricotta fresca, con l’intelligenza e la raffinatezza della sablé breton di quel mago di Christophe Felder. Mi piaceva l’idea di unire una cosa rustica e una più complessa e farle legare insieme da un terzo elemento, della frutta fresca. E che frutta? I fichi. Il fico cresce al sud, sui muri, sui tetti, sui sassi. Frutto antico, dalla simbologia lontana che si stratifica nelle nostre teste, rimanendo però sempre un fico (nel senso di frutto e non nel senso di cool). Frutto dell’estate, del sole. Mi evoca anche dei paesaggi brulli, accecanti di calce e luce, ma vivi, paesaggi che so piacciono al mio amico.
C’è poi un altro aspetto. Le mie (ma anche sue) amatissime Golden Girls si riuniscono in cucina, intorno a una cheesecake, a parlare per notti intere di sesso, mariti morti (o quasi), soldi, speranze, e vita. Alla fine, è quello che facciamo anche noi. Quindi, eccola la cheesecake. Ci voleva.

Cheesecake ai fichi.
La base, come accennavo, è una pasta sablé bretone, la cui ricetta è di Christophe Felder e che ho solo un po’ modificato.
Preparatela mescolando tre tuorli d’uovo a 130gr di zucchero fino a ottenere una crema biancastra. Aggiungete 150gr di burro ammorbidito (io, in realtà, ne ho aggiunti solo 125), e continuate a mescolare. Aggiungete poi a pioggia 150gr di farina, 50gr di grano saraceno (ecco, questa è la mia variante, invece di 200gr di farina e basta, ho fatto un 3/4 di farina e 1/4 di grano saraceno), mezza bustina di lievito vaniglinato e un pizzico di sale. Quando avrete impastato, fate riposare almeno due ore in frigorifero.
Stendete poi la pasta in un disco tra due fogli di carta da forno (così non attacca al mattarello) e posate il disco in uno stampo a cerniera (io ho usato uno stampo piccolo e alto, per avere una torta alta, appunto). Accendete il forno a 180gradi e fate cuocere per circa 15-20 minuti al massimo.

Mentre la base si raffredda, preparate una crema con 500gr di ricotta freschissima, cui aggiugerete tre cucchiai di zucchero (yesss, ho fatto “ad occhio” e così farete anche voi, perché la dolcezza del cheese nel cheesecake secondo me è a discrezione del cuoco). Mescolate. Scaldate poi un po’ di latte (POCO latte, l’equivalente di un mestolo) e scioglietevi dell’agar agar in polvere (diciamo tre cucchiai al massimo). Unitelo alla ricotta, insieme anche (se vi piace) a un po’ di essenza di vaniglia (o di fiori di arancio). Mescolate e versate il composto nella tortiera, sulla base di sablé. Fate raffreddare e rassodare in frigorifero
Ultimo atto: lavate (SENZA SBUCCIARE! la buccia dei fichi è buonissima) e tagliate sei fichi a spicchi (io che li ho tagliati a quarti, per essere precisi), e metteteli in una padella calda con dello zucchero bruno, a caramellare per cinque minuti (più sono freschi e più sono buoni). Fateli freddare su un foglio di carta da forno, e quando saranno pronti disponeteli sulla torta. Aprite la cerniera delicatamente e… Et voilà, l’estate è servita.
E se non basta questo a consolarvi, rigà…

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