Cara Rosy

 

Oh beh. Scrivo un post sulla bacheca di Rosy Bindi (beh è possibile farlo, per chiunque stia su Facebook). Un post che esprime il mio pensiero, certo non affine al suo. Ma senza insultarla, semplicemente esponendo con pacatezza il mio punto di vista dopo le sue uscite infelicissime riguardo i matrimoni “gay”.
Il post per ora NON è stato cancellato. Ma comunque, per chi facebook non ce l’ha, per chi ha paura di perderselo (solo io, ovvio), insomma… esistono gli screenshot.  Al post la foto la ho fatta. E ovviamente ve la ripropongo qui.
Riscrivo anche il testo, magari migliorando la punteggiatura. Lo ho scritto di getto, su una onda emotiva, e devo aver invertito un punto interrogativo qua con un ecsclamativo là. Ma insomma, il senso è chiaro. Quello è.
Ecco cosa le ho scritto.

Vede signora Bindi. Io sono uno di quegli attivisti “massimalisti” che vogliono tutto, ma proprio tutto, per tutti e tutte. Parlo del matrimonio per le persone omosessuali, gay o lesbiche che siano. Parlo delle unioni civili per etero e omosessuali, parlo di tanti altri diritti che forse Lei (colpevolmente, però) nemmeno sa essere negati.
Ieri è stata contestata, fischiata,incalzata alla Festa del PD, per il suo intervento circa queste questioni. Le sue risposte sono state scoraggianti (“con le vostre posizioni massimaliste scordatevi pure le unioni civili”) ma molto dirette e scoperte (nessun giochino, è il solito Do Ut Des al ribasso con cui lelettorato italiano è ricattato da quando il VOSTRO deus ex machina Berlusconi è apparso sulla scena (votate NOI per salvarvi da LUI). Fate i bravi o non avrete nemmeno quell’uno per cento che FORSE siamo disposti a concedervi.

Bene, signora Bindi. Una o due cose solamente. Intanto io non sono venuto a fischiarla perché, sinceramente, il suo partito non è mai stato il mio e quindi, come direbbe Lei, lo ho lasciato in pace. Ma chi è venuto ieri sera probabilmente era in gran parte del PD; il “Suo” partito. Suo? Forse loro. Era la “base”. Quella cosa che vi siete scordati esiste. Che non sono sudditi, se lo ricordi. Quindi se Lei crede di essere stata trattata con poco rispetto, pensi a chi vota per il “Suo” partito, a sentirsi trattare come un servo. E non parliamo di processi democratici. Voi parlamentari italiani ahimé non siete stati eletti con dei reali processi democratici, e lo sapete bene. E infatti, la riforma elettorale è ben lungi dall’apparire.
Ma poi, signora Bindi. Si rende conto che la Sua ( e non solo sua) incapacità di affrontare temi importantissimi per la nostra società senza pregiudizi (vuoi per limitatezza culturale, vuoi per interesse e calcolo, vuoi per ragioni psicologiche che qui nessuno vuole comunque indagare)… Questa incapacità appunto, ci consegna a un MedioEvo che sinceramente noi italiani non meritiamo.

Apra gli occhi, signora Bindi. Il mondo sta cambiando; ogni secondo scricchiola sotto il peso di eventi che non possiamo nemmeno controllare. Non sarebbe meglio lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi, non dico un mondo migliore, che ci credo assai poco, ma almeno la speranza che lottare per l’uguaglianza, per un mondo laico, equo, non sia una inutile perdita di tempo?
Grazie.

Ora, anche chissenefrega del PD, della Bindi, del matrimonio… Però, però però… Però sono stanco. Sono stanco di una politica arrogante, che manipola, che gioca con le parole, sulla pelle di tutti e di tutte. Sono stanco di gente che non ha più alcun rispetto per le vite delle persone che sono toccate dalla loro insipienza, dalla loro visione corta, dalla mancanza di respiro. Sono amaro, acido, disfattista. Ed è difficile trovare qualcosa di positivo in un semplice sfogo di rabbia, e che poi pare tutto muoia lì. Ma alla fine, intanto sperimento qualche barlume di democrazia, visto che posso esprimere il mio pensiero liberamente (almeno ancora posso), e dire chiaramente come la si pensi fa comunque bene. E poi, su facebook ci si confronta con altri, i commenti non sono solo una perdita di tempo. Ogni tanto qualche cosa mi colpisce, come ad esempio gli altri leggono le mie parole (illuminante, anche se difficile da affrontare a volte, vedersi letti da altri occhi). Un commento in particolare mi ha ricordato che il mondo migliore non si lascia in eredità alle generazioni future. Ma che bisogna prenderselo subito. Ecco, iniziamo, va’.
 

 

One thought on “Cara Rosy

  1. Io sono schifata da questo paese e da chi lo rappresenta. Il mio problema è che non vedo alcun margine di recupero, anzi.
    Un ‘bravo’ a te che ancora hai la voglia di batterti per un mondo migliore, qui.

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