Porco! (ma con rispetto)

Arista di maiale con cipolline, aceto di lamponi e sale nero.

Arista di maiale con cipolline, aceto di lamponi e sale nero.

PORCO. Ma anche maiale e scrofa. Posso dire porco? Lo voglio dire senza che sembri un insulto, anzi. Me lo dico da solo, sono un porco. E, ribadisco, non sto insultando nessuno (ma suona male, eh?). Il fatto è che un bel po’ porco lo sono. Lo sono a letto. Ebbene si. Mi piace il sesso, mi piace farlo, mi piace farne tanto e mi piace farlo bene. E anche se sono un amante delle coccole, dell’aspetto più “dolce” del rapporto, della carezza, magari anche della risata (che a letto ogni tanto farsi due risate fa davvero bene), beh in ogni caso mi piace ancora di più se questo aspetto si mescola con una buona dose di sesso, arrapante e ben fatto.
E quindi? Quindi spesso chi ama il sesso viene definito un “porco”. Ok, qui ci sono dei problemi. Innanzitutto, la parola porco viene usata in senso assolutamente dispregiativo. E perché? Intanto, il maiale non è un animale che associamo immediatamente all’attività sessuale. Non è un coniglio, non si lagna e struscia su qualsiasi cosa come una gatta in calore (o come una cagna, se vogliamo restare lievemente insultanti), non mi pare stupri altri suoi simili come fanno gli oranghi, non si masturba in continuazione come le bonobo, insomma, ma che ha fatto il maiale per diventare sinonimo (spregiativo) di sesso?
il fatto è che il maiale è considerato un animale SPORCO (s-porco?). E anche il sesso, è considerata una cosa sporca. Almeno qui in Italia, da tanta gente. In questo paese sessuofobo e cattolico, moralista e prude.
Eppure, il maiale non è un animale sporco. Così come non lo è il sesso. Il maiale è un animale molto pulito e molto intelligente, che come unica colpa ha quella di essere troppo buono e piacere molto all’onnivoro, gourmand essere umano. E siamo noi umani-poco-umani che li teniamo in allevamenti intensivi, imbottiti di antibiotici perché in quelle condizioni qualsiasi essere vivente si ammalerebbe, tirandoli su come fossero dei pezzi di ricambio per auto e non degli esseri viventi.
Premetto. Ho provato ad essere vegetariano, e ci sono riuscito per qualche anno. Poi una notte mi sono svegliato così, di botto, con un desiderio IMMENSO  di pane e prosciutto crudo. Quindi ok, anche io mangio carne. Carne di porco. Ma cerco di rispettare la vita che è stata sacrificata per darci arrosti, prosciutti e salsicce prelibate. Vorrei consumarne il meno possibile (non facile…), cerco di cucinarla il meglio che posso, e poi… E poi insomma, fatemi riabilitare il nobile porco.

Quindi, dicevamo: sono un porco. Non lo nego affatto, anzi. ne sono contento. Sono felice che le mie pulsioni erotiche (ma non solo, anche pura e semplice curiosità di vedere il mondo) siano state fin da subito così potenti. Da ragazzino gironzolavo per i quartieri di Roma e Perugia chiaramente a caccia di guai, non sapevo ancora cosa stessi cercando (a 13 anni lo avrei scoperto in un istante…) ma sicuramente NON andavo a catechismo, il pomeriggio… Forse tutto iniziò lì, da quei pomeriggi passati fuori casa, tra Montesacro e il Tufello, in cui la pancia mi guidava per strade, stradine, giardini, per cortili deserti, salendo e scendendo le scalette del quartiere… Ho fatto un sacco di cose che non dovevo fare (prima o poi ne scriverò…), ho imparato tante cose dalle mie cazzate, e ho inziato a esplorare il mondo con un pelo di coraggio in più, perché ero da solo. Ma non potevo farne a meno. E tutte le esperienze fatte, comprese le più brutte e violente, mi hanno in qualche modo salvato la vita. Nel senso di salvarmi da una vita che non avrei mai voluto, troppo tranquilla.

Da lì a scoprire il sesso, il piacere (anche letteralmente) della carne, la gioia del contatto… promiscuo o no, a rischio o meno (quando ho iniziato a fare sesso io, non si sapeva nulla di AIDS, prevenzione, preservativo… sono stato MOLTO fortunato…), in luoghi insoliti strappati alla città, in case più o meno consapevolmente ospitali, e poi, da maggiorenne, anche in saune e cruising… Insomma la mia carriera da porcello l’ho fatta. L’approccio “carnoso” (per non dire carnale) alle persone mi ha insegnato nuovi linguaggi e ho capito che possiamo comunicare anche attraverso i nostri corpi, senza scrivere e parlare. E senza sottintesi sentimentali e amorosi, che rischiano spesso di farti perdere di vista il punto fondamentale, ovvero che in quel momento quello che stai facendo vale solo di per se, non devi proiettare un futuro di amore su un presente di piacere per poterne godere. Senza  nulla togliere all’infinito, vertiginoso e delicatissimo istante dell’innamoramento, alla conoscenza del corpo della persona che ami e che ti ama… beh accarezzare qualcuno che non conosci e che probabilmente non vedrai mai più, abbandonartici, farci sesso con gioia esplorando fantasie e limiti… Vale tantissimo di per se.

E ‘sta lingua del corpo? Forse è una lingua promordiale e antica, ne abbiamo perso tanti segni e molte persone nemmeno vogliono più decifrarla. Invece a me delle persone che ho incontrato ha detto cose molto intime, belle, alcune dolorose. Alcuni corpi sono timidi e scontrosi, altri insospettabilmente si aprono a qualsiasi esperienza, guidati solo dal desiderio del piacere. E la testa li segue volentieri.

Ecco, alla fin fine, essere porci è una gran cosa. E appunto, per onorare l’animale che ci dona non solo la sua carne (tutta!), ma anche il suo nome, tiro fuori per voi un delicatissimo, succosissimo Arrosto di Maiale con Cipolline e Aceto di Lamponi.

La ricetta è molto semplice, il trucco è solo nell’usare sempre ingredienti sceltissimi.
Per prima cosa, prendete un bel aezzo di Arista di Maiale, tenero e rosato. fatelo rosolare con dell’Olio Extravergine di Oliva in una pentola, a fuoco vivace. Appena inizia a colorarsi, sfumatevi tre cucchiai di Aceto di Lamponi e aggiungetevi delle Cipolline Borretane pulite. Abbassate il fuoco, e fate cuocere per una quarantina di minuti a fuoco lento, mantenedo sempre umido l’arrosto e le cipolle, aggiungendo di tanto in tanto un po’ di Aceto di lamponi e di Olio, nonché ogni tanto un goccio di latte. Verso fine cottura, quando la carne sarà cotta e le cipolline inizieranno a disfarsi in una crema, aggiungete una manciata di sale (io ho usato del Sale Nero delle Hawaii, in quanto il sapore leggermente affumicato lo rende sublime con il maiale, e anche per la sua consistenza che continuerà ogni tanto a scrocchiarvi sotto i denti. CRUNCH!). A fine cottura, fate raffreddare, tagliate il maiale a fette sottili, e servitelo con le cipolline e il fondo di cottura ridotto leggermente.

Oink! Oink!

6 thoughts on “Porco! (ma con rispetto)

  1. come non essere d’accordo…?!!
    Comunque tornando alla cucina, non sono mai riuscita a diventare vegetariana, anch’io mi sarei svegliata di notte con il desiderio di prosciutto, anzi mortadella…
    e questo arrosto sembra davvero ottimo!!!
    e.

    • Giuro… una notte mi sono svegliato dopo anni che non mangiavo carne (ed era davvero dura… avevo riununciato al ragù, ai supplì, a TUTTO quelo in cui si annidava la carne!) e nemmeno capivo cosa avevo… poi ho messo a fuoco il sogno che stavo facendo, e… ebbene si, stavo divorando del prosciutto….

  2. Il tuo modo di raccontare e’ veramente suggestivo e intrigante come l’aceto di lampone sul arrosto e la sensazione di chi ti legge e’ continuamente scortata da questo interrogativo: “dove mi stai portando?”
    (ed e’ chiaro che seguirti e’ piacere)
    A presto!;-)

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