Primo Premio.

Ci ho messo molto tempo per scrivere questo post. Ci ho messo molto tempo più che altro a decidermi a scriverlo. Ma quando ho iniziato a scrivere seriamente qui sopra, mi sono detto che sarei stato onesto. E allora eccolo, il post “onesto”.

“Cosa starà dicendo adesso questo qui? È un’altra lagna delle sue?” No, il fatto è che… il fatto è che ho ricevuto un piccolo premio per questo blog; il suo primo premio. Un primo premio inteso in senso temporale. Non era una gara, un contest, nulla. Semplicemente, una lettrice nonché blogger a sua volta, assai gentile, che ha ricevuto lo stesso premio, ha pensato di assegnarlo anche a me. Sì, è una sorta di riconoscimento che si chiama “The Versatile Blogger”, che poi non so bene cosa significhi qui… è vero che io mi autodefinisco “versatile”, ma riferendomi a un ambito prettamente sessuale… e non credo sia questo il caso… cough cough cough.

In ogni caso, il meccanismo è semplice. Un blogger che ha ricevuto questo riconoscimento deve assegnarlo ad altri 15 blog che ritiene interessanti e meritevoli, spiegando anche il perché. E deve anche raccontarsi in sette punti, qualcosa in più rispetto al profilo già presente. Per farla breve, insomma, si crea una piccola rete, la comunità dei blogger si allarga, ci si conosce meglio, etc etc…
Ora, io non ho 15 blog che seguo regolarmente e cui darei un riconoscimento, per ora. Non saprei davvero da chi incominciare. Oh beh, magari intanto da chi mi ha lodato e lusingato con il premio, ma.. ops, il premio ce l’ha già… Quindi anche questa ipotesi è scartata subito. Potrei darlo ai primi blog che trovo, ma… ma sarebbe sleale. Potrei citarne due o tre che seguo e anche su cui intervengo regolarmente, ma… anche qui, è un meccanismo in cui non mi trovo troppo a mio agio… Quindi in realtà non riesco a stare alle regole del gioco. Non me ne voglia troppo l’inventore del premio, né la persona che ha pensato a me, citandomi peraltro come “un bel blog, sincero e bella scrittura”. Che per me è il complimento dei complimenti! Ma ammetto che non appena intravedo delle regole, divento insofferente, non riesco a seguirle e a starci dentro, mi stanno strette, le trovo stupide, etc etc…
Ma ho iniziato a riflettere. Su varie cose. Innanzitutto, sul perché a un certo punto mi sono messo a scrivere. A scrivere apertamente di cibo, fotografie, amici, amori, passioni. Mi piaceva che per una volta il diario dell’adolescente diventasse qualcosa di diverso, non dico più maturo, perché tanto io e la maturità abbiamo parecchi conti in sospeso, ma che vincessi quell’istinto di scrivere e subito dopo strappare via le pagine, immediatamente, come vergognandomi di aver messo me stesso nero su bianco .
Invece qui col tempo ho imparato (sto imparando) a mettermi a nudo. Sempre piano, con cautela, ma ormai questa cosa è diventata una esigenza. Così come scrivere è diventato più difficile. Anche se sapere che amici e amiche che di scrittura ne capiscono pensano che tu scriva bene, è una enorme soddisfazione. Soprattutto per chi è sempre stato un avido lettore, ma un avarissimo scrittore.

Vabbè. Ma alla fine, ‘sto premio?

Eccolo qui sotto. E devo ringraziare Elisa di Buccia di limone che mi segue, ed evidentemente mi apprezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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6 thoughts on “Primo Premio.

  1. Di blog ne so meno di te, di premi non ne ho mai ricevuti perchè essendo totalmente priva di Spirito di competizione, non mi sono mai cimentata in alcuna gara.
    Ma una cosa l ho imparata sulla mia pelle:
    Riconoscere da uno sguardo o solo dalle parole, quale animo si celi dietro.
    Ed è per questo che sento che tu te lo sei davvero meritato questo premio.
    Enjoy!

  2. Bello questo modo di descriverti: avido lettore, avaro scrittore, ecco cosa sono stata anch’io per molto tempo e parlare di cucina delle volte e’ un bel ballo in maschera per sgranchire i polpastrelli e scrivere e scrivere ancora; e’ vero che sei una bella scrittura, ha ragione Elisa; a presto!laura

    • è che alla fine, dopo tanto leggere, un po’ di voglia di scrivere arriva anche a quelli pigri come me! :) si vede che la scrittura è (per fortuna) contagiosa.

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