Ok, anche io ho la galleria degli antenati, nobiluomini e gentildonne, aristocratici e suffragette, vecchie pazze e enfants terribles. Eccoli qui.
Baci ai pupi.
Ok, anche io ho la galleria degli antenati, nobiluomini e gentildonne, aristocratici e suffragette, vecchie pazze e enfants terribles. Eccoli qui.
Baci ai pupi.
La neve a Roma. L’Apocalisse. La fine del mondo. La Profezia dei Maya. Il 2012. I primi segni che tutto sta cambiando, che nulla sarà più come prima, e che l’Anticristo è a un passo.
In effetti da buon romano sono abituato a vivere a contatto con alcune piaghe bibliche. Piove. E si blocca la città. Muore un papa. E si blocca la città. Se ne fa un altro, e di nuovo la città si riblocca. Scioperano i tassisti e bloccano la città. Manifestazione. E si blocca bla bla. Visita di Gheddafi buonanima. E la città ok ok… Abbiamo capito.
Vero è che da quando Alemanno è sindaco si nota una certa accelerazione dei disastri e quindi delle totali paralisi cittadine (vedi i lavori della metro C piuttosto che quelli di Termini o lo stato delle strade romane piuttosto che altre mille cose che il peggior sindaco di Roma da decenni non è in grado di affrontare). E quindi in una ottica millenarista aggiornata al Maggio 2012 (la Profezia Maya), la vera piaga apocalittica è questo sindaco incapace, che prende malissimo sia chi fa satira su di lui, sia le previsioni meteo.
In questo panorama, ci si infila subdola la neve. Una bella nevicata come a Roma non se ne vedevano dall’85. Caos totale. Nonché figure di merda colossali con città che la neve se la vivono ogni giorno. Per alcuni sono state sette ore in tangenziale. Chiuse le uscite dal g.r.a.. Insomma, un gran bordello.
Solo una cosa va detta. Che per noi romani, dove una nevicatina vale cento nevicate a Bologna o a Torino, la neve è uno spettacolo sublime. La sorpresa di vedere le strade coperte di bianco, morbide, pannose… Beh non ci siamo abituati, gridiamo al miracolo e inforchiamo abbigliamento da Settimana Bianca e andiamo fuori casa a “vedere la neve”. Io e Simone abbiamo fatto un giretto per l’Esquilino. Ecco poche fotine del solito segno della solita fine del mondo.
PS Aggiungo che mentre molti negozi italiani erano chiusi, i negozianti cinesi erano tutti aperti, avevano spalato via la neve, e fatti anche dei pupazzi di neve DA PAURA!
Subwoofer è scuro, di un verde quasi nero, come il bosco in cui si perdono Biancaneve o Hansel e Gretel. Come la foresta immensa che ricopriva l’Europa, dove regnavano il lupo, il cervo, l’orso.
Scuro come la magia nera e gli incantesimi di amore, di sesso.
Scuro e gustoso come il cioccolato amaro, scuro e morbido come il velluto nero, scuro perché fitto di foglie, che ogni tanto hanno un lampo verde, come uno smeraldo in una miniera, o viola, come occhi stregati.
Scuro come le acque in cui ci immergiamo per trovare l’oblio, scuro come i gradini che ci portano nel mondo dei sogni.
Scuro perché troppo denso di colori. Scuro come il sangue, che diventa torbido quando siamo toccati dal demone.
Fatti scoprire dalla bestia. Fatti mordere. Party animals.